Il manifesto: “Le Marche hanno molto da offrire ed io partecipo per fare la differenza”.
Contesto di riferimento
La nostra terra ed il paesaggio che ci circonda sono caratterizzati da una forte impronta agricola e le aziende di piccola dimensione a conduzione familiare rappresentano una realtà economica importante in fatto di occupazione, di territorio, di qualità dei prodotti e di conservazione delle risorse naturali.
Il settore agricolo è fortemente dipendente dai sussidi della comunità europea i cui principali destinatari sono le grandi aziende a discapito delle piccole che, trovandosi a fronteggiare la crescente concorrenza dei paesi emergenti che producono e vendono merci a basso costo, minacciano l’abbandono definitivo dell’attività.
La politica di sussidi all’agricoltura studiata dalla comunità europea si baserà su misure volte ad incentivare uno sviluppo rurale sostenibile che può essere realizzato tramite la promozione di un turismo responsabile. Siamo convinti che non ci sia più tempo da perdere; il nostro ambiente e la natura che ci circonda non sono questioni di destra o di sinistra ed è per questo che dovremmo unire le nostre forze, esperienze e conoscenze per fare la differenza.
Il nostro ambiente e la nostra visione comune
Possiamo contare sulla bellezza del nostro ambiente naturale che si manifesta in tutto il suo splendore attraverso l’armoniosa diversità paesaggistica che passa da montagne rocciose a valli incontaminate, da verdi colline con vista panoramica mozzafiato a paesini medioevali che preservano con cura tutte le loro tradizioni. Un’agricoltura diffusa su piccola scala, un’eno-gastronomia tipica e una popolazione orgogliosa della propria terra e delle proprie tradizioni completano il quadro. Gravi minacce al paesaggio possono provenire da inadeguati sussidi alle aziende agricole, da una congiuntura economica sfavorevole e da una caccia eccessiva e sregolata.
Riteniamo che una politica mirata a sostenere le piccole aziende agricole eco-sostenibili, la conservazione della natura e il turismo responsabile possa essere un importante motore economico per l’area.
Piccole attività agricole eco-sostenibili
La nostra regione come quasi tutte le altre regioni italiane può vantare una storia ricca di prodotti locali; tuttavia i prodotti più noti come il Prosciutto di Parma, il Parmigiano Reggiano, il Brunello di Montalcino non appartengono a questa area e non perchè il formaggio o il vino della nostra regione siano di una qualità inferiore, ma perchè i nostri prodotti non godono di un’adeguata campagna di promozione e valorizzazione: quella dei marchigiani è, infatti, un’identità orgogliosa ma allo stesso tempo timida, umile e riservata che li rende fortemente ancorati alle tradizioni e al proprio campanile e poco aperti ed inclini ai cambiamenti; riteniamo un importante obiettivo anche la promozione e lo sviluppo di cooperative agricole da realizzarsi tramite un alleggerimento degli oneri e delle formalità burocratiche e amministrative che ricadono sulle spalle degli agricoltori; una politica consapevole di marketing territoriale che aspiri a raggiungere mercati di nicchia deve essere incentrata sulla qualità dei nostri prodotti locali, che allo stato attuale non è valorizzata adeguatamente. Un esempio lampante viene dal mercato del Tartufo di Acqualagna e dal Festival dello Slow Food di Cagli che costituiscono di per se ottime iniziative che devono però essere contraddistinte da una maggior grado di interconnessione e integrazione e richiedono appropriate politiche di sviluppo.
La natura
La bellezza naturale è davvero travolgente ma troppo spesso notiamo che le nostre zone non sono ricche di selvaggina di piccola taglia (lepri, fagiani e conigli) come i dintorni delle grandi città del nord Europa. Non siamo contrari alla caccia in quanto appartiene alla storia e alle tradizioni di una regione come la nostra. Tuttavia, ci appare alquanto bizzarro che l’attività di caccia si concentri soprattutto in particolari zone dove è stata impiantata selvaggina di piccola taglia a scopo di ripopolamento. Nell’ambito del nostro progetto di sviluppo turistico rurale consideriamo un obiettivo di primaria importanza la realizzazione di oasi naturali destinate alla protezione, alla salvaguardia e al rifugio della fauna selvatica. Abbiamo in mente aree di caccia in cui i cacciatori cooperino con i guardacaccia nella gestione della fauna selvatica; ciò sarebbe non solo nell’interesse nostro e dei potenziali turisti ma anche nell’interesse stesso dei cacciatori che così potranno continuare ad esercitare la loro attività negli appositi spazi ad essi riservati, invece che in terreni destinati alla ripopolazione di lepri e fagiani. Il nostro progetto ambisce alla costituzione di un ambiente naturale in cui possano convivere un cacciatore amante e rispettoso della natura, un guardiacaccia che cooperi con il primo e turisti responsabili; un ambiente dove possano essere offerti programmi educativi che abbraccino ogni fascia d’età.
Occorre incoraggiare la mobilitazione di risorse finanziare a favore della coltivazione dei terreni da parte degli agricoltori nel rispetto dell’ambiente e del paesaggio in modo da contribuire alla valorizzazione dell'ambiente e del territorio.
Turismo responsabile
Possiamo godere di un ambiente naturale idoneo alla diffusione di forme di turismo su piccola scala, un "turismo di nicchia", qualitativamente e quantitativamente diverso dal turismo di massa, che finirebbe, invece, per degradare l'ambiente; un turismo sostenibile che miri a conciliare i diversi interessi di coloro che vivono e lavorano nel territorio con quelli che vi intendono trascorrere il tempo libero. In questo contesto assumerà grande importanza una politica che favorisca l’accesso delle nostre comunità ai collegamenti telematici alla rete tramite moderne tecnologie informatiche che è una condizione essenziale per la promozione e lo sviluppo del territorio.
Il patrimonio culturale - paesaggistico e le risorse naturali, benché di grande valore, sono beni poco tutelati e valorizzati ed il turismo culturale-rurale ha grandi potenzialità inespresse.
Siamo dell’idea che i sussidi debbano sostenere iniziative interessate allo sviluppo turistico dello specifico ambito territoriale nel suo complesso, alla valorizzazione delle risorse e del territorio e ci opponiamo all’idea di sussidi diretti alla realizzazione di agriturismi, Bed & Breakfast e altre strutture simili costruite al di fuori di un approccio sistemico; solo se riusciremo a “fare sistema” e a ragionare in termini di rete, creando sinergie tra le varie imprese e all'interno della filiera produttiva potremmo raggiungere i nostri obbiettivi.
La creazione di aree protette, la valorizzazione dei prodotti agricoli tipici, l'istituzione di strade del vino, i percorsi tematici, potrebbero ad esempio diventare utili strumenti di diversificazione dell'offerta per un rilancio dell'economica nel nostro territorio.
Iniziative possibili:
- Nomina di un manager per la conservazione e la protezione di flora e fauna a cui sia conferita la responsabilità di un programma di educazione ambientale.
- Realizzazione di una rete di sentieri escursionistici in aree protette e ben segnalati.
- Creazione di percorsi ben segnalati e di tracciati per gare ciclistiche e di mountain bike, dando un seguito all’organizzazione di un’importante tappa del Giro d’Italia del 2009 svoltasi in queste aree.
- Promozione di un’attività di educazione all’ambiente tramite segnaletica e mappe panoramiche poiché informazione e conoscenza non possono che migliorare la sensibilità dell’utente verso la flora e la fauna.
- Costituzione di società mantello per la promozione del turismo, di centri di sostegno e promozione nei paesi più piccoli e di incentivi alle iniziative private anche tramite l’avvio di un processo di ristrutturazione interno alle amministrazioni locali che possa consentire un alleggerimento di costi e procedure amministrative e delle formalità burocratiche.
- Formazione e nomina di una figura competente in ambito di turismo responsabile che svolga un ruolo di promotore di progetto e funga da catalizzatore di iniziative di programmazione territoriale a supporto del turismo ecosostenibile, coordinando le aziende associate e adoperandosi alla ricerca di canali di comunicazione più immediati e diretti con le amministrazioni locali.
- Stanziamento di un budget per le attività a sostegno del sistema turistico locale
- Implementazione a livello UE di una politica di sviluppo rurale e agricolo che possa combinarsi con un programma di compensazione di anidride carbonica, tramite incentivi alle aziende che promuovono un processo di imboschimento di terreni precedentemente destinati ad usi agricoli; ciò favorirebbe la conservazione dell’assetto idrogeologico del territorio, migliorando la qualità di risorse naturali come aria e acqua e sostenendo più in generale l’ambiente in termini di protezione delle biodiversità, miglioramento del paesaggio e mitigazione dei cambiamenti climatici. Sempre nell’ottica della protezione e promozione degli ecosistemi e delle biodiversità andrebbe incentivata anche l’attuazione di misure volte a favorire una coscienza ecologica ed un approccio al viaggio sempre più etico e responsabile: si potrebbero così attrarre turisti amanti della natura tramite una politica che miri a compensare il danno causato all’ambiente dall’uso per le vacanze di una macchina di grandi dimensioni o dal viaggio in aereo tramite l’investimento in attività eco-compatibili (lo svolgimento delle quali debba essere provato) come ad esempio “l’adozione” di un albero a carico del turista (si potrebbero trapiantare 20-30 alberi ogni 3.500 km di viaggio), il contributo da parte dello stesso all’utilizzo di energie rinnovabili o altre misure che contribuiscano concretamente alla suddetta compensazione. Ciò potrebbe portare ad una maggiore diffusione di benessere anche in termini di reddito ed occupazione da cui possano trarre vantaggio tutte le parti della filiera, dal turista consumatore (che l’anno successivo potrà tornare ad osservare o raccogliere i frutti della sua “adozione”), all’imprenditore che investe in tali programmi di compensazione, dalle amministrazioni locali al semplice cittadino che vive e lavora nella zona.



